Descrizione
Nel giro di pochi giorni, nel marzo del 1927, un furto di denaro e gioielli ai danni di una svaporata e fantasiosa vedova, la contessa Menegazzi, e poi l’omicidio della ricca, splendida e malinconica Liliana Balducci, sgozzata con ferocia inaudita, incrinano la decorosa quiete di un grigio palazzo abitato da pescecani, in via Merulana, come se una ยซvampa calda, vorace, avventatasi fuori dall’infernoยป l’avesse d’improvviso investito – una vampa di cupidigia e brutale passione. Indaga su entrambi i casi, forse collegati, Francesco Ingravallo, perspicace commissario-filosofo e segreto ammiratore di Liliana: ma la sua livida, rabbiosa determinazione, il suo prodigioso intuito per il ยซquanto di erotiaยป che ogni delitto nasconde e le pressioni di chi pretende a ogni costo un colpevole da dare in pasto alla ยซmoltitudine pazzaยป non basteranno ad aver ragione del disordine e del Male. L’inchiesta sui torbidi misteri del ยซpalazzo dell’Oroยป gli concederร , al piรน, la medesima, lacerante cognizione del dolore di Gonzalo Pirobutirro. Giallo abnorme, temerario, enigmatico, frutto della irresistibile attrazione che su Gadda esercitavano il romanzo e i crimini tenebrosi ma insieme di una tensione conoscitiva che finisce per travolgere ogni possibile plot, il Pasticciaccio รจ anche il ritratto di una cittร e di una nazione degradate dalla follia narcisistica del Tiranno, dove si riversa a ondate tumultuose una realtร perturbata e molteplice – e dove, a rappresentarla, sono convocate, in uno sforzo immane, tutte le risorse della nostra lingua, dei dialetti, delle scienze e delle tecniche.









