Descrizione
Fine novembre a Scauri, tra Roma e Napoli. La spiaggia รจ quasi deserta, vuoti gli stabilimenti. Da qualche settimana le vongole lasciate nei secchi a spurgare sul bagnasciuga spariscono nel nulla. E non รจ colpa del mare. Tre anni prima รจ morta Vittoria, una donna che รจ entrata nella memoria del paese e delle persone, e ha cambiato per sempre la vita dell’avvocato Lea Russo, due figlie e un marito, molti impegni e molte inquietudini. Vittoria รจ forse arrivata troppo tardi nei pensieri di Lea, ma รจ riuscita a mettere in moto un’energia improvvisa, uno squarcio di vita nuova, un’ossessione. L’ultimo lunedรฌ del mese, quando Lea compie quarantatrรฉ anni, arriva una brutta notizia. ร morta una bambina, รจ morta ammazzata, e nessuno sembra avere dubbi su chi l’abbia uccisa. Eppure si stagliano ombre profonde, a Scauri tutti sanno tutto, ci si conosce da sempre, non si รจ mai davvero sorpresi da quanto accade. Ma poi c’รจ una bambina assassinata, mentre la madre prepara la zuppa di pesce. Lea Russo ama il marito, le figlie, il suo lavoro, ha tutto per essere felice, eppure รจ piena di dubbi. L’assenza di Vittoria, la sua luce che agita i sogni, ha svelato in lei un’altra felicitร , un’eccitazione che va cercata altrove. Lea sente il bisogno di mettersi in discussione, di dover difendere la madre assassina, e di tornare a scavare nelle proprie fantasie, negli enigmi degli altri, nella scura e attraente materia che Vittoria le ha lasciato dentro. La storia di Lea รจ come un romanzo d’amore poliziesco, in cui il crimine da risolvere รจ quello di un desiderio nascosto, che sempre piรน travolge e conquista la mente della protagonista. A partire dal precedente “Chi dice e chi tace”, Chiara Valerio ha inventato un mondo letterario che sembra racchiuso, circoscritto, e che invece non smette di estendersi e diventare ricco e complesso sotto i nostri occhi. La scrittrice conosce cosรฌ bene i suoi personaggi che alla fine risultano familiari anche per noi. Ma come tutto ciรฒ che รจ familiare, quel mondo e quei caratteri rimangono, in fondo, insondabili.









