Descrizione
ยซSi fa presto a dire pace. Quando finisce una guerra, restano irrisolti innumerevoli problemi generati di norma da dettagli trascurati per ragioni di necessitร . Anche quando รจ ben chiaro il confine che divide i vincitori dagli sconfitti, a chi sarร assegnato l’alloro per aver combattuto dalla parte del bene e chi sarร invece dannato come un’incarnazione del male.ยป Niente di piรน attuale, verrebbe da dire. Ed รจ per questo che Paolo Mieli si impegna a tracciare in queste pagine un percorso che dalla storia antica alla piรน recente inquadra i meccanismi (spesso imperscrutabili, subdoli, addirittura violenti) della pacificazione post-conflitto. Nella convinzione, come scrive l’autore, che quando si tratta di ยซfare la paceยป ยซun buon ripasso, ancorchรฉ per sua natura disomogeneo, puรฒ esserci piรน utile delle improvvisazioni. Delle pur auspicabili sospensioni dei combattimenti. Destinate a reggere per un tempo breve, e a covare nuovi conflittiยป. Cosรฌ dalla Grecia antica al Medio Oriente, dall’Italia post-bellica all’Unione Sovietica, Mieli ci offre una panoramica avveduta e selezionata sui casi piรน emblematici di ยซpaci che non lo eranoยป, di conflitti mai sopiti, di rivisitazioni storiche (o di storture, a volte) delle figure dei vinti e dei vincitori. Sempre nel solco del magistero di Renzo De Felice, cui รจ dedicato il saggio conclusivo, che, scrive Mieli, ยซmi ha insegnato a diffidare delle “veritร rivelate”, a mettere in discussione la versione ufficiale degli accadimenti passati. Versione utile a far tornare i conti, a corroborare i giudizi sul presenteยป.









